Visualizzazione post con etichetta febbredafilm. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta febbredafilm. Mostra tutti i post

domenica 26 giugno 2016

Recensione film: Now You See Me

Buon pomeriggio, sognatori! In questa tranquilla e soleggiata domenica di fine giugno (non ci posso credere che siamo di già quasi a luglio!), vi parlo di un film che mi ha colpita dal primo istante in cui ho visto il trailer. Di che film sto parlando? Di Now You See Me!

Titolo: Now You See Me
Regia: Louis Leterrier
Genere: thriller, commedia
Anno: 2013
Durata: 115 minuti

CAST:

Dave Franco 
Jesse Eisenberg
Mark Ruffalo
Morgan Freeman
Isla Fisher
Woody Harrelson









Ho scoperto questo film per caso, girovagando tra le ultime uscite al cinema, e scoprendo che proprio a giugno è uscito anche un seguito (che vedrò il prima possibile). Questa storia è proprio come quelle che piacciono a me, avvincenti, interessanti, divertenti e anche con un pizzico di romance che va sempre bene e non dispiace mai. La storia tratta di quattro aspiranti maghi, che si ritrovano ad essere i Quattro Cavalieri, che organizzano spettacoli di magia nelle città più disparate: Las Vegas, New Orleans, New York.

Tutti gli spettacoli sono associati ad una rapina, ad un modo per prendere soldi ai più ricchi e distribuirli a chi ne ha di bisogno. Non fatevi influenzare dalla somiglianza con la storia di Robin Hood: è tutt'altro. Tutti i colpi infatti sono infatti all'interno di un grande disegno, ma come dice sempre uno dei protagonisti: più vicino guardi, meno vedrai. 
Mi è piaciuto particolarmente il cast, che migliorerà ulteriormente nel secondo capitolo, dato che vedremo anche Daniel Redcliff, il nostro amato Potter. Ho adorato come al solito Woody Harrelson, che come sempre si è dimostrato un grandissimo attore, capace di interpretare le parti più disparate nel modo migliore possibile. 
Ho davvero apprezzato anche Dave Franco, che avevo già visto in 21st e 22nd Jump Street, ma che non avevo potuto pienamente apprezzare dato il numero ridotto di parti interpretate da lui.
Inoltre, oltre che a tenere alto l'interesse durante tutto il film, c'è un finale-rivelazione da paura. Inutile dirvi che non avrei mai immaginato che potesse essere proprio quella persona, che la storia potesse dirigersi proprio in quella direzione. Ma, dopotutto, è proprio questo il bello di questo genere di film, non è vero? 

venerdì 23 ottobre 2015

Recensione: Maze Runner - La fuga

Buon pomeriggio, lettori! Come state? Oggi vi parlo di un film che mi ha entusiasmata, e che aspettavo da più di un anno di vedere. Finalmente, dopo secoli, abbiamo il secondo capitolo della serie di The Maze Runner, La fuga. Inutile dirvi che l'ho adorato, tanto da andare a vederlo non una, ma due volte!




Titolo: Maze Runner - La fuga
Regia: Wes Ball
Genere: azione, fantascienza, thriller, avventura
Durata: 132 minuti
Anno: 2015

CAST:

Dylan O'Brien as Thomas
Thomas Brodie-Sangster as Newt
Ki Hong Lee as Minho
Kaya Scodelario as Teresa
Jacob Lofland as Eris
Rosa Salazar as Brenda
Giancarlo Esposito as Jorge






LA MIA RECENSIONE: 

Lo scorso anno, di questo periodo, ricordo di avervi parlato super entusiasta di Dracula Untold, film rivelazione dell'anno, almeno per me. Quest'anno, nello stesso periodo, vi parlo di The Maze Runner, La fuga, che è sicuramente uno dei film più belli visti quest'anno.
Sono sicura che quando arriverà The Mockingjay parte 2 gli farà tranquillamente concorrenza, ma ad oggi, è il film migliore dell'anno. Forse sono di parte, e lo premetto come faccio sempre per questo genere di recensioni: Dylan O'Brien, attore protagonista, da ben due anni a questa parte è il mio attore preferito. 
Il problema con questo film è che anche a voler prendere esclusivamente la parte recitativa e criticarla, l'unica critica movibile è quella che gli attori hanno fatto tutti il loro dovere, interpretando i personaggi al meglio e dimostrando di essere tutti validi. Nessuno ha fatto meno del dovuto, nessuno ha reso il proprio personaggio meno credibile. 
Ci troviamo nella Zona Bruciata, dopo il salvataggio da parte di quegli uomini dei radurai sopravvissuti al labirinto. Ci troviamo in una sorta di base, quasi come il distretto 13 di Hunger Games, se avete presente il modo in cui è stato strutturato in The MockingJay.
Il film è sicuramente infedele al libro, per diversi punti, proprio come il primo. Shame on Wes Ball e il suo sceneggiatore, come si era già capito dalla prima rappresentazione, i film continuano a non seguire precisamente la trama del libro, eppure, va comunque bene così, dato che a mio parere, è il primo caso in cui libro e film si eguagliano: entrambi avvincenti, avventurosi e misteriosi. Ci troviamo nuovamente in bilico, tra la fiducia e la sfiducia, tra la voglia di credere a quegli uomini e la voglia di scappare, tra il sapere e il non sapere. Per ogni risposta data ci sono altre tre domande nuove, eppure non è come guardare un episodio di Pretty Little Liars: quando guardo questo film, so che i tasselli andranno tutti al loro posto e che alla fine tutto sarà chiaro. 
Per me il problema non persiste, avendo già letto i libri e sapendo come si concluderà questa trilogia (terribilmente, come solo Dashner sa fare). 
Inutile parlarvi degli effetti speciali: fatti meravigliosamente. Gli spaccati sembravano veri, i palazzi completamente distrutti, il ponte, il deserto, era tutto calcolato alla perfezione. Altro che gli effetti del nuovo sneak peak di Shadowhunters, che mi fanno venir voglia di mettermi le mani nei capelli, ma ve ne parlerò, quindi non mi dilungo oltre. Ho cercato di mettervi al lato alcune gif trovate in giro, solo per permettervi di vedere che non scherzo quando dico che gli attori (okay, Dylan in particolare) sono validi e bravissimi. E poi, ho iniziato a piangere durante la prima mezz'ora. E quando sono andata a rivederlo (posso spiegare, lo giuro! Sono andata a vedere la prima, e poi sabato con altre amiche abbiamo deciso di andare al cinema, e quindi..) ho comunque pianto, nella stessa scena. Insomma, questo film merita, merita, merita e se possibile, è mille volte migliore del primo. 
E adesso, sono già in fibrillazione per il terzo film, che uscirà tra un anno, e che sono sicura avrà ancora più azione, avventura e soprattutto disperazione. Se Teresa e Brenda e la loro petulanza non fossero già abbastanza da sopportare, chi ha letto La rivelazione sa di cosa sto parlando e sa che soffrirà, se si atterranno al libro. Cosa che, sinceramente, per la prima volta da quando ho iniziato a guardare le trasposizioni cinematografiche dei libri che ho letto, spero non faranno. 

martedì 13 ottobre 2015

Recensione: La memoria del cuore (The Vow)

Buon pomeriggio, lettori! Come state? Ho deciso, la scorsa settimana, di prendere una settimana sabbatica dal blog, perché credetemi se dico che non avevo assolutamente nulla da postare. Purtroppo ho davvero pochissimo tempo a disposizione, per leggere, guardare film e serie tv e programmare post in cui ve ne parlo. Per questo, i post di questa settimana saranno tutti programmati, dato che ho preso apposta una settimana libera per concedermi il tempo di farlo. Oggi vi parlo di un film che mi è entrato nel cuore come pochi, La memoria del cuore!






Titolo: La memoria del cuore
Regia: Michael Sucsy
Genere: drammatico, romantico
Durata: 104 minuti
Anno: 2012


CAST:

Channing Tatum as Leo Collins
Rachel McAdams as Paige Thorton Collins
Jessica Lange as Rita Thorton
Sam Neil as Bill Thorton








LA MIA RECENSIONE:

Non sono un'amante estrema dei film e dei romanzi d'amore, o almeno, fingo di non esserlo. Perché meno penso all'amore, meno penso alla solitudine che si prova quando un amore finisce. Ultimamente, però, sento il bisogno di rifugiarmi nelle storie d'amore degli altri, per provare un po' di quel calore e di quella serenità che si prova quando ci si sente amati pienamente. Così, ieri sera, ho deciso di immergermi nella visione di questo film. 
Chi mi legge da un po' di tempo, sa quanto io ami Channing Tatum e quanto apprezzi le sue doti recitative. Sa quanto sia speciale per me il suo modo di recitare, e quanto mi faccia sembrare vero tutto ciò che in realtà è solamente finzione.
La nostra storia parla di Leo e Paige, due neosposini che subiscono un tragico incidente, nel quale Paige perde la memoria. Quando finalmente si risveglia, ricorda tutto della sua vita, fino a qualche momento prima di incontrare Leo. Non ricorda di essere innamorata di lui e non ricorda di essere sua moglie. Siano lodati gli uomini come Leo, che non demordono, che continuano a lottare per la propria donna e che scelgono di amarla per tutta la vita, nonostante le difficoltà. Siano lodati gli uomini che provano sentimenti forti e violenti, che amano tanto da consumarsi ed annullarsi. 
Paige, la nostra protagonista femminile, è terrorizzata: non ricorda nulla dell'uomo che dovrebbe amare, anzi, ricorda di essere innamorata di Jeremy, che avrebbe dovuto sposare, ma che aveva lasciato per inseguire il suo sogno di diventare un'artista. 
Non ci sono abbastanza parole adatte per descrivere questa storia, non ci sono abbastanza frasi che possa scrivervi per farvi capire cosa mi ha fatto provare. 
Questa storia mi ha commossa nel modo peggiore in cui avrebbe potuto commuovermi, facendomi emozionare a tal punto da strapparmi una lacrima. E sono seria quando dico una lacrima. Non so se avete presente, quel pianto silenzioso, doloroso, che non permette a più di una lacrima di scendere. Sono dell'opinione che ci siano lacrime e lacrime: ci sono le lacrime rumorose, che lasciano pensare che ci sia ancora qualcosa sotto, all'interno, che necessita di uscire; e ci sono lacrime silenziose, contate, che dimostrano che ciò che hai sentito, ciò che hai detto o fatto, ti ha svuotato completamente. Tanto da non permettere al tuo corpo di non emettere nessun suono. Questo è l'esatto effetto che questa storia mi ha fatto provare. E quest'amore, posso assicurarvi, che esiste davvero, in quanto il film è tratto da una storia vera: due coniugi, nel lontano 1994, hanno avuto un incidente simile, e la moglie ha perso la memoria. Oggi hanno due bambini, si amano, ma lei non ha mai ricordato la prima volta che si è innamorata di suo marito.

lunedì 28 settembre 2015

Recensione: Fantastic 4 - I fantastici 4

Buongiorno a tutti, miei cari lettori! Come state? Stamattina, prima di gettarmi nello studio come se stessi per gettarmi in un burrone, ho deciso di parlarvi di un film che ho visto ieri. Devo ammettere che ieri, nonostante abbia studiato molto, sono riuscita a maratonare ben tre film, e ne sono più che contenta, dato che, come ben sapete, il cinema è una delle mie più grandi passioni. Infatti, ieri ho visto Magic Mike, Magic Mike XXL e Fantastic 4, film del quale vi parlerò oggi.





Titolo: Fantastic 4 - I fantastici 4
Regia: Josh Trank
Durata: 100 minuti
Genere: azione, fantascienza, fantastico
Anno: 2015

CAST:

Miles Teller as Reed Richards (Mister Fantastic)
Kate Mara as Susan "Sue" Storm (Donna Invisibile)
Michael B. Jordan as Johnny Storm (La torcia umana)
Jamie Bell as Ben Grimm (La cosa)







LA MIA RECENSIONE:

Da grandissima amante della Marvel, dei fumetti e dei Fantastici 4, non potevo lasciarmi scappare il reboot del film uscito nel 2005, che avevo adorato tantissimo e che ho riguardato più volte con la compagnia del mio papà (grande appassionato anche lui dei Fantastici 4 e degli X-Man). 
Ci troviamo nell'universo creato ancora una volta magnificamente dalla Marvel, tutto sembra essere al punto giusto, ma purtroppo, a mio modesto parere, i tempi sono del tutto sbagliati. Inizio troppo lento (la storia "inizia" realmente solo superati i 50 minuti) e la fine troppo frettolosa (in neanche 10 minuti viene esposto il problema e risolto sistematicamente). 
Ma, partiamo dalla storia: la storia è esattamente quella proposta nei fumetti e nel 2005. Abbiamo quattro giovani menti alle prese con un esperimento di scienza decisamente troppo grande per loro. Un esperimento che li porterà in una nuova dimensione, dalla quale otterranno dei poteri decisamente inusuali. Reed, otterrà la capacità di allungare qualunque parte del suo corpo, battezzandosi come Mister Fantastic. Susan riuscirà a modificare le proprie particelle corporee, diventando invisibile (non a caso, la Donna Invisibile). Johnny invece otterrà la capacità di prendere fuoco, infatti il suo nome sarà La Torcia Umana. Ben, invece, forse il più sfortunato tra loro, si fonderà con delle rocce che lo renderanno forte, sì, ma lo allontaneranno dalla sua umanità, tanto che viene chiamato semplicemente La Cosa.
Per quanto riguarda gli attori, purtroppo, solamente Victor mi è piaciuto. A livello fisico, ho trovato Kate, che interpretava Susan, decisamente troppo in avanti con l'età rispetto alla Susan che avevo io in mente. Immaginavo una ragazza estremamente giovane, o che quanto meno lo sembrasse, mentre la Mara hanno cercato di farla sembrare più giovane (dopotutto ha solamente 32 anni!), ma con scarsi risultati, e nonostante tutto i loro tentativi erano estremamente evidenti. Nulla contro l'età, molti dei miei attori preferiti non sono ventenni, ma penso che per un film indirizzato ad un pubblico abbastanza giovane, e per un personaggio che non è molto adulto, avrebbero potuto trovare di meglio.
Personalmente, neanche dal punto di vista recitativo mi ha entusiasmata: l'ho trovata scarna, ha utilizzato tre o quattro espressioni tutte uguale per tutta la durata del film. Credo che un attore debba esprimere più di tre o quattro emozioni, e soprattutto che debba esprimerne anche le sfumature più remote: rabbia mista ad un po' d'invidia, gelosia mista ad amore. Gli altri tre attori non mi sono sembrati estremamente preparati, ma neanche malvagi.
Ho trovato scarna anche la sceneggiatura. E' tutto molto lento all'inizio, come vi ho già detto, e tutto molto veloce alla fine, ed è forse anche per questo che la sceneggiatura non mi è per niente piaciuta.
Tra i Fantastici 4, gli eroi della nuova generazione, avrebbe dovuto esserci intesa, dialogo e comprensione. Invece, per tutta la durata del film, le uniche battute che si scambiano sono per insultarsi a vicenda (forse quattro, al massimo cinque volte) e il loro dialogo consiste semplicemente in discorsi esistenziali e scientifici. Parlano solamente di quello che stanno costruendo, dei pezzi che servono, di come montare gli oggetti, di quanto sia bello navigare nello spazio e nel tempo. Ma, di concreto, tra loro i legami sono nulli: non c'è crescita emotiva né di gruppo, né personale. 
In poche parole, non ci si affeziona a nessuno dei quattro personaggi.
Il film si era registrato in gran segreto, fino all'ultimo i produttori hanno cercato di tenere il cast segreto, di non svelare troppi tratti della trama (neanche se fosse una storia originale, e non presa e copiata dai fumetti con qualche cambiamento).
Nel momento in cui hanno svelato cast e ambientazioni, registi e produttori, il flop era già stato annunciato.
Ho apprezzato la scelta di inserire anche due attori di colore, in modo da sfatare il mito della Marvel razzista, ma non è bastato a farmi apprezzare il film quanto avrei sperato.
Da grande amante dell'universo Marvel, mi aspettavo che assegnasse la sceneggiatura e la produzione a qualcuno di più esperto, e che avrebbe potuto regalarci bei momenti come quelli vissuti nel lontano 2005 e 2007 con i primi film dei Fantastici 4.
Facendo varie ricerche su internet, riguardo alle vendite, e al pensiero di alcuni critici, mi sono addirittura imbattuta nella Hollywood reporter, che afferma: "E' un trailer di 100 minuti per un film che non inizia mai".
Bene, non avrei saputo esprimere meglio il mio pensiero, se non con questa frase.

martedì 22 settembre 2015

Recensione: L'A.S.S.O. nella manica

Buon pomeriggio a tutti! Dopo la recensione nettamente negativa di ieri, oggi vi parlo di un film che ho visto proprio ieri pomeriggio, e che invece ho amato. Sto parlando di L'A.S.S.O. nella manica, meglio conosciuto come The Duff!






Titolo: L'A.S.S.O. nella manica
Regia: Ari Sandel
Genere: commedia
Durata: 101 minuti
Anno: 2015

CAST:
Mae Whitman as Bianca Piper
Robbie Amell as Wesley Rush
Bella Thorne as Madison Morgan
Skyler Samuels as Jess Harris
Bianca A. Santos as Casey Cordero








LA MIA RECENSIONE:

La ragione principale per cui ho deciso di vedere questo film senza aver prima letto il libro, è proprio lì, sulla foto promozionale del film: Robbie Amell. Se mi leggete da un po', saprete che ho un amore incondizionato per Arrow, nel quale recita Stephen Amell, cugino di Robbie. L'amore per Stephen mi ha portata a credere che anche Robbie fosse un valido attore, facendomi iniziare a seguire la sua carriera. Una volta stabilita la sua bravura, ed una volta entrato a far parte dei miei attori preferiti, non potevo più aspettare: ho dovuto premere play, anche senza aver letto il libro. 
Ognuno di noi ha un A.S.S.O. Oppure ne conosce uno. Oppure lo è. Un A.S.S.O. è un'Amica Sfigata Strategicamente Oscena. Un A.S.S.O. è la tipica persona di cui le ragazze si servono per mostrare quanto sono più belle, più intelligenti, più magre. Questo film mi ha portata alle lacrime: durante tutti i minuti ho riso fino alle lacrime, ma, una volta finito, mi sono resa conto che c'era altro, dietro quelle lacrime. Insomma, vi è mai successo? Avete mai iniziato a ridere fino alle lacrime, per poi accorgervi che non erano lacrime di felicità? Ho riso per la simpatia dei personaggi, per la sensazione di realtà che mi hanno dato, ma ho anche riflettuto sull'apatia, sul bullismo, sulla mancanza di empatia che ci caratterizza. 
Ho apprezzato il personaggio di Bianca, rivedendomi in lei sotto alcuni punti di vista: a Bianca non manca assolutamente niente. Non ha niente da invidiare alle sue amiche, nulla da invidiare a Madison. Ha solamente le idee confuse su chi è, sul motivo per cui si veste in un determinato modo e sul motivo per cui si comporta nel modo in cui si comporta. 
Ho adorato alla follia anche il personaggio di Wes, che seppur leggermente stereotipato, è riuscito a cambiare il suo modo di essere, mostrando un character development pauroso, che non tutti i personaggi hanno sperimentato.
Passa dall'avere paura di essere giudicato male, al fare tutto ciò che può per essere felice. Passa dalla paura dello stereotipo in sé, alla consapevolezza di sé e di quello che si vuole, di quello che si ama. 
Unica pecca del film, è stata la voglia stupida di inserire Greta Menchi nel doppiaggio. Nulla contro Greta Menchi, nulla contro ciò che fa per vivere, ma io mi chiedo.. perché mettere gente inesperta a doppiare un film che andrà in sala? Un film è una cosa decisamente grande, verrà visto da tante persone, e sicuramente anche i non amanti riescono a capire se un doppiatore è esperto o meno, e io mi sono accorta dell'inesperienza della doppiatrice di Casey. Non sapevo neanche che fosse lei a doppiare, ma sono rimasta davvero delusa da questa scelta, in quanto era palese che la sua voce non fosse adatta (o quanto meno pronta) per essere sul grande schermo.

IL MIO VOTO:





venerdì 26 giugno 2015

Movies' Fever: The Boy Next Door

Buon pomeriggio a tutti! Come state? In questi ultimi giorni ho avuto molti lavoretti manuali da svolgere, per cui li ho accompagnati ad alcuni film che volevo vedere da parecchio tempo, e di cui non vedo l'ora di parlarvi. Finora la maggior parte mi ha colpita positivamente, nonostante qualche difetto o qualche fine burrascosa. Oggi vi parlo di The Boy Next Door (Il ragazzo della porta accanto in Italia), con Jennifer Lopez e Ryan Guzman!

Titolo: Il ragazzo della porta accanto
Regia: Rob Cohen
Genere: thriller
Durata: 94 minuti
Anno: 2015

CAST:
Jennifer Lopez as Claire Peterson
Ryan Guzman as Noah Sandborn
Ian Nelson as Kevin Peterson
John Corbett as Garrett Peterson
Christine Chenoweth as Vicky Lansing




LA MIA RECENSIONE:

Quando stavo guardando Mockingjay parte 1, lo scorso novembre, tra i trailer che mandano prima del film che si vuole effettivamente guardare, è spuntato il trailer di questo film. I film di Jennifer Lopez fanno parte delle mie guilty pleasures. Quando ero più piccola non me ne perdevo uno, e mi piacevano tutti moltissimo. Per cui, quando ho sentito, e visto, che avrebbe fatto un nuovo film, con Ryan Guzman, che adoro, e Ian Nelson, del quale ho potuto apprezzare la bravura grazie alle scene in Teen Wolf, ero al settimo cielo. 
Anche la trama, la storia, il plot, in sé, mi colpiva davvero tanto: sono sempre di più oggi i casi di amore ossessivo/possessivo, tradimento, stalking e chi più ne ha più ne metta, quindi è sempre bello sperare nella forza delle donne e in film che mostrino palesemente quanto noi donne siamo forti, nonostante tutto. Quindi, mi aspettavo da questo film un percorso di crescita, di riflessione. 
Onestamente, non so neanche il motivo di quest'aspettativa! 
Ad ogni modo, il film sarebbe dovuto uscire il 30 aprile 2015, ma a quanto pare la data è stata posticipata al 27 (o 23?) luglio. Mi sembra di aver letto che per altri film che uscivano nel periodo la data sia stata spostata, ma non ne sono completamente sicura, quindi, se nella vostra città il film è stato effettivamente al cinema, fatemelo sapere! Qui da me, comunque, non è mai arrivato, e non potendo più aspettare, ho deciso di guardarlo in sub ita, che fa sempre bene ed è sempre piacevole per un'amante dell'inglese come me. 
Premetto che non ho nulla da ridire sulle ambientazioni, sulla recitazione dei personaggi e su come l'idea di base sia nata. Infatti, ho trovato gli attori, chi più chi meno, impeccabili e preparati come sempre: sarebbe tutto potuto succedere nella casa accanto alla mia. Però, ho trovato il tutto molto frettoloso. E' come se la storia fosse troppo abbozzata, e dopo venti minuti, già abbiamo la scena madre del film, che mi sarei aspettata almeno dopo un po' più tempo, un po' più di corteggiamento, di conoscenza, per così dire. 
A tratti la storia mi è sembrata assurda ed improbabile, e nonostante io ami il genere fantascientifico e il fantasy, tutto ciò che è magico ed improbabile, tutto ciò che non potrebbe mai accadere nella vita reale, da questo thriller (o almeno, così lo classificano i registi e i critici cinematografici) mi aspettavo qualcosa di più concreto. Quindi, a questo punto, sono io che non riesco ad entrare completamente nella mente dello stalker (o maniaco, o come vogliamo chiamarlo) oppure è lo stalker ad essere troppo esaltato e poco realistico? 
Non so voi, ma quando guardo un film ispirato a storie che potrebbero effettivamente essere reali, mi piace guardare qualcosa che possa essere vera, e non completamente frutto della finzione. Alcuni atteggiamenti, alcune azioni troppo esaltate, mi hanno portata a non prendere troppo sul serio il film in generale e quello che i personaggi facevano. 
Una delle cose che ho maggiormente apprezzato è stato il rapporto tra Noah, lo stalker, per così dire, e Kevin, il figlio di Claire, che nel nostro caso rappresenta la vittima della violenza di Noah, nonostante in un primo momento lei stessa sia stata accondiscendente. Ho apprezzato il rapporto Noah-Kevin per il semplice fatto che mette in mostra come le amicizie possano profondamente cambiarti, come stare a contatto con qualcuno possa determinare il tuo pensiero e le tue azioni, e come stare con persone poco stabili possa rendere te poco stabile.
La cosa che non mi è piaciuta per niente è stata la fine: troppo abbozzata, affrettata ed assolutamente improbabile.
In linea di massima, non è un brutto film, anzi, fa passare qualche ora in serenità nonostante la storia, e come passatempo non è niente male, ma è necessario entrare nell'ottica del "non sta accadendo davvero, non potrà mai accadere in questo modo". 


Per oggi è tutto! Vi auguro una buona giornata e vi mando un bacio! :*

sabato 3 gennaio 2015

Movies' Fever: Posh

Buon sabato a tutti ragazzi! Come procedono le vacanze? So che per molti di voi sono già finite, ma fortunatamente io ho ancora tre giorni liberi e la solita voglia di sedermi e non fare nulla che non sia leggere o sorseggiare cioccolata calda. Eh sì, il freddo è arrivato con le sue braccia gelate anche qui, nonostante anche a Natale il tempo sia stato dei migliori e la temperatura non sia mai scesa al di sotto dei 12-13 gradi. Adesso invece tocchiamo lo 0 e il freddo si inizia a sentire! Oggi vi parlo di un film che ho visto esattamente una settimana fa, quando finalmente sono stati pubblicati gli streaming, e cioè Posh!

Titolo: Posh (The Riot Club)
Regia: Lone Scherfig
Durata: 106 minuti
Genere: drammatico, thriller
Anno: 2014

CAST:
Miles Richards: Max Irons
Alistair Ryle: Sam Claflin
Harry Villiers: Dauglas Booth
Lauren: Holliday Grainger
Natalie Dormer: Charlie 
Olly Alexander: Toby Maitland
Tom Hollander: Jeremy Ryle




LA MIA RECENSIONE:

Il riot club, un circolo riservato solo a dieci componenti con specifiche qualità, nacque nel 1776. Nel film ci ritroviamo nella stessa università in cui nacque il club, ma ai giorni nostri. In realtà, i ragazzi del Riot Club non sono altro che ricchi ragazzini che non sanno davvero cosa vogliono, e che pensano che i soldi possano comprare qualunque tipo di cosa. 
Il Riot Club, ispirato al club davvero tutt'oggi esistente ad Oxford (il Bullingdown Club, che come il Riot ha i suoi rituali e i suoi codici), è formato da dieci componenti dell'alta classe inglese. I protagonista di questa storia sono Miles (Max Irons), Alistair (Sam Claflin) e Harry (Dauglas Booth). Inizialmente pensavo che non avesse molto senso, e comunque lo stavo guardando solo per Sam e Dauglas, che sono due dei miei attori preferiti e dei quali quindi non potevo perdere neanche una pellicola. Sono rimasta piacevolmente colpita anche da Max Irons, che non avevo mai visto recitare e che si è dimostrato estremamente valido, rappresentando il suo personaggio eccellentemente.
Dopo aver visto una scena abbastanza cruda, sulla quale si concentra tutta la parte finale del film, ho capito che forse la regista non volesse raccontare una storia vera e propria, ma che forse il suo intento fosse quello di far pensare. In questo film ricchezza e povertà vengono rappresentate in modo crudo e violento, nettamente separate fra di loro. I ricchi, che possono permettersi di comprare qualunque tipo di cosa (donne, alcool, vestiti firmati) e i poveri, che invece devono lavorare duramente per guadagnarsi da vivere. Viene dato peso alle proprie scelte, e alle conseguenze che portano: ci sarà infatti uno dei membri del Riot Club che si sentirà palesemente estraneo a tutti quei rituali, quei codici estremi e quella falsità che accomuna tutti i membri. 
La scena cruda di cui vi parlavo prima e di cui non posso fare a meno di riparlare, è la distruzione della sala di un locale. La voglia di provare qualcosa di nuovo e di estremo che accomuna quei ragazzi (tranne uno, appunto) è esasperante e li porta solamente a distruggere se stessi mettendo il club e i rituali prima della loro persona. I ragazzi rifiutano la gente povera, pensando di poter comprare i loro favori e di poterla mettere sotto i piedi quando e come gli pare. Nelle scene finali, la tensione è in continua crescita, e anche dal punto di vista emotivo, il film tocca, o almeno, è riuscito a toccare le corde della mia umanità facendomi rabbrividire davanti alla violenza e allo squallore a cui porta il desiderio di potere. 
Come penso avrete capito, di questo film sono abbastanza soddisfatta. Il cast mi è piaciuto, o per lo meno lo ha fatto il cast principale. Non ho colto molto la parte thriller di tutta la storia, se non per la tensione finale, ma dopotutto non ho mai visto un thriller, e penso che la mia poca esperienza non mi abbia permesso di coglierne la presenza. In linea di massima, è un gran bel film, che se guardato con l'umore giusto fa pensare parecchio. La storia rimane sempre attuale, con un pizzico d'amore e d'ironia.



E voi? Avete visto questo film? Vi è piaciuto oppure no? Che ne pensate?

sabato 6 dicembre 2014

Movies' Fever: 47 Ronin

Buon pomeriggio a tutti! Come state? So di avervelo ripetuto sino alla nausea, ma il Natale è alle porte! Nonostante io abbia già aperto il regalo che mi sono fatta, sono comunque eccitata per ciò che potrei trovare sotto l'albero, ma più che altro per l'atmosfera che si respira, almeno a casa mia, quando si è vicini al Natale. Oggi mi sono concessa un film diverso dal solito, che mi ha letteralmente rapita!


Titolo: 47 Ronin
Regia: Carl Rinsch
Durata: 118 minuti
Genere: fantastico, azione
Anno: 2013

CAST:
Kai: Keanu Reeves
Cary-Hiroyuki Tagawa: Shogun
Rinko Kikuchi: Mizuki
Hiroyuki Sanada: Oishi
Min Tanaka: Lord Asano






LA MIA RECENSIONE:

Ho iniziato a guardare questo film per noia. Cercavo qualche film interessante e mi sono imbattuta in questa copertina. Non so il motivo per cui a molti non piace, ma io adoro lo zombie boy, e cioè il ragazzo a destra nella copertina. Per cui, quando ho visto che aveva fatto un film, mi sono catapultata sullo streaming ed ho iniziato a guardarlo. Mi sono ritrovata nel Giappone del '700, in una storia intrisa di magia e di leggende.
La storia narra di quest'uomo, Oishi, che decide di vendicare il suo signore, morto ma con onore, e per questo raccoglie 47 ronin, cioè samurai senza padrone, e fra di loro c'è anche Kai. Kai è stato accolto nella famiglia del padrone di Oishi quando era bambino, ed era stato trovato nella riva di un fiume. Lo chiamano mezzosangue, lo deridono e lo accusano di essere un demone. 
Non mi è mai piaciuta moltissimo la storia del Giappone, penso che siano troppo duri a volte, per cui non mi ero mai neanche avvicinata a questo genere di storie. Senza sapere neanche la trama di questo film mi ci sono imbattuta e mi ha aperto gli occhi su molti aspetti dei samurai che prima non conoscevo. Quando a fine film ho scoperto che era tratto da una storia vera, e che ogni anno, il 14 dicembre, migliaia di persone da tutto il mondo vanno a visitare le tombe dei 47 ronin per ripagare il loro senso d'onore e di rispetto, sono rimasta davvero colpita. 
Oggi è davvero difficile trovare film, libri, canzoni tratte da storie e persone realmente esistite, e quando attori e registi lavorano con così tanta passione ed impegno, i risultati si vedono eccome. La drammaticità con cui viene rappresentata la tristezza dell'aver perso il proprio signore, e l'intensità della storia d'amore fra Kai e la donna che ama. Mi sono ricreduta su molti aspetti della cultura giapponese, e nonostante fosse la cruda verità dei modi di fare del tempo, questo film mi è piaciuto davvero tantissimo. L'ho trovato vero, ben costruito, ben fatto. Insomma, lo consiglio a chiunque voglia appassionarsi per due ore a dei personaggi. Alla fine sono riuscita anche a versare qualche lacrima, il che significa che questo film mi ha davvero trafitto il cuore!

E voi? L'avete mai visto? Che ne pensate?




sabato 29 novembre 2014

Movie's Fever: Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I

Buon pomeriggio a tutti ragazzi! Oggi sono straeccitata, avant'ieri sono andata al cinema (sì, la mia felicità sta durando più del previsto) a vedere The MockingJay, ma sono ancora più felice perchè ho già adocchiato due film che non posso perdere. Il primo è La teoria del tutto, che mi ha fatto venire gli occhi lucidi nonostante fossero solo due minuti di trailer, ed il secondo è Il ragazzo della porta accanto. Sarà perchè nel cast c'è Ian Nelson, sarà perchè c'è Ryan Guzman, ma questa storia mi sembra davvero bella. Ma bando alle ciance, il film di cui vi parlo oggi è Il canto della rivolta parte I!


Titolo: Hunger Games - Il canto della rivolta - Parte I (Hunger Games #3)
Regia: Francis Lawrence
Durata: 123 minuti
Genere: avventura, fantascienza
Anno: 2014

CAST:
Jennifer Lawrence: Katniss Everdeen
Sam Claflin: Finnick Odair
Liam Hemsworth: Gale Hawthorne
Woody Harrelson: Haymitch Abernathy
Josh Hutcherson: Peeta Mellark
Natalie Dormer: Cressida
Julianne Moore: Alma Coin
Elizabeth Banks: Effie Trinket




LA MIA RECENSIONE:

Katniss ha scagliato una freccia contro il cielo, facendo in qualche modo crollare l'intero sistema che controllava l'arena. Alcuni dei vincitori sono stati portati in salvo, ma Peeta, Ennie e Joanna sono ancora nelle mani di Capitol City, che li sta soggiogando. Riuscirà Katniss a salvarli, e soprattutto, a salvare se stessa?
Premettendo che adoro questa trilogia, amo il modo in cui la Collins ci ha descritto questo mondo crudele, il modo in cui i personaggi si sviluppano e gli attori nel cast. Premettendo anche che Liam Hemsworth (Gale) e Sam Claflin (Finnick) insieme a Jennifer Lawrance (Katniss) sono alcuni dei miei attori preferiti, posso iniziare questa recensione nel migliore dei modi. Mi aspettavo tanto da questo film, e le aspettative sono state tutte rispettate. Non vi parlerò delle differenze fra libro e film perchè sono ancora troppo scossa e perchè mi è piaciuto così tanto che non vorrei screditarlo. E' stato fatto veramente bene, hanno rispettato moltissimi dettagli presenti anche nel libro e il tipo di ripresa, la qualità delle immagini.. spettacolare.
Katniss, interpretata divinamente dalla Lawrence, mi ha fatta innamorare nuovamente del suo personaggio. Jennifer è stata fenomenale. Le scene sono state interpretate alla perfezione, e non saprei vedere nessun'altra Katniss Everdeen. La sua faccia sembra stampata per quel personaggio, e sono così felice che questa sia la Katniss che sin dall'inizio mi ero immaginata. E poi, la sua crescita, proprio come attrice.. è stata una continua ascesa! Mi è piaciuta molto l'interpretazione di Natalie Dormer, è stata la Cressida che immaginavo, nonostante fossi abbastanza titubante sul suo personaggio. 
Anche la Coin è stata eccellente, e con lei Haymitch che ho apprezzato moltissimo da sobrio, ma sempre con quell'aria un po' malandata che mi ha fatta innamorare del suo personaggio. Ma parliamo di Finnick e Gale! Finnick, interpretato da Sam, impeccabile come sempre, mi ha sciolto il cuore, e così ha fatto Gale. Il suo amore non corrisposto lo distrugge, e non può fare altro che essere un vero amico per Katniss. Ma la vera e propria rivelazione di questo film, per me, è Josh Hutcherson, Peeta. Sapevo fosse un attore valido, ma mai mi sarei immaginata che la sua interpretazione potesse essere così eccellente. Le scene finali sono quelle che mi hanno fatto più male, e quelle che ho amato di più. 

Questo film è davvero davvero ben riuscito, e ne sono davvero contenta. E voi? Che ne pensate? 

sabato 22 novembre 2014

Movies' Fever: Il mare dei mostri

Buonasera a tutti! Qualche giorno fa vi ho postato la recensione del libro di Rick Riordan, Il mare dei mostri, quindi eccomi qui a farvi la recensione del film! Oggi ammetto di non avere molto da dire (quando mai?), ma solo che sono contenta che il fine settimana sia arrivato e che la temperatura si è leggermente alzata. E' novembre, ma sembra settembre! 

Titolo: Il mare dei mostri (Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo #1)
Regia: Thor Freudenthal
Durata: 106 minuti
Genere: avventura, fantasy
Anno: 2013

CAST:
Logan Lerman: Percy Jackson
Alexandra Daddario: Annabeth Chase
Brandon T. Jackson: Grover Underwood 
Douglas Smith: Tyson
Leven Rambin: Clarisse de la Rue
Jake Abel: Luke Castellan

LA MIA RECENSIONE:

Percy Jackson e i suoi amici Annabeth e Grover sono di ritorno al campo Mezzosangue per l'estate, ma qualcosa al campo è cambiato: le barriere non sono più le stesse. L'albero di Talia, che da sempre li ha protetti evitando ai mostri di entrare nel territorio della collina è stato avvelenato, e non è più in grado di tenere i mostri fuori.
Finalmente viene introdotta la figura di Clarisse, che è stata allegramente snobbata nel primo film, ma che essendo uno dei personaggi più importanti del secondo libro, non potevano non inserire. Mi aspettavo una Clarisse più in carne e più bruttina, mentre hanno scelto un'attrice davvero carina. Purtroppo nessuno dei personaggi, tranne Percy e forse Grover e Tyson, è come l'avevo immaginato, e credo di avervene anche parlato nella recensione del primo film. Forse, a fare Clarisse ci avrei visto di più l'attrice che interpreta Annabeth, che invece immaginavo con tratti più delicati, ma almeno ci hanno regalato una Annabeth bionda! Inizialmente ero un po' titubante sul personaggio di Tyson: leggendo il libro mi aveva fatto davvero tanta tenerezza, e con il suo modo di fare si era conquistato anche il mio affetto, ed avevo paura che l'attore rovinasse un po' quell'atmosfera di amore che avevo nei suoi confronti.
In realtà l'attore si è dimostrato valido, impacciato ed imbranato come Tyson, dolce nei momenti giusti e nelle espressioni. Penso che la cosa che più mi sia piaciuta siano i discorsi di Percy a Poseidone (ve ne sto riportando proprio uno nelle immagini). Percy si sente solo, abbandonato da suo padre che avrebbe dovuto essere presente, almeno questa era la promessa fatta nell'epilogo de Il ladro di fulmini. Invece suo padre è comunque assente, e agli dei non interessano le faccende umane, neanche quelle del proprio figlio.
Purtroppo, a quanto pare, non ci sarà un seguito. Ci è già stato anticipato da Lerman, e comunque era anche ovvio: sono passati tre anni fra il primo film ed il secondo. La saga è comunque recente, ma penso che per le rappresentazioni cinematografiche di Percy Jackson non ci sarà un seguito e mi dispiace davvero tanto!

DA QUESTO PUNTO IN POI LA RECENSIONE POTREBBE ESSERE CARATTERIZZATA DA SPOILER. 

Ogni libro riadattato cinematograficamente significa tagli e cambi di trama, inevitabilmente. Ammetto che Il mare dei mostri mi ha colpita, alcune cose sono state scambiate, altre sono state invertite, ma è nettamente più fedele al libro rispetto a Il  
ladro di fulmini. 
La prima differenza, che vediamo già nei primi minuti del film è che Percy sembra aver trascorso l'inverno al campo, o comunque sembra che sia già lì da tempo, mentre nel libro arriva al campo dopo essere fuggito con Tyson dai mostri che li stavano perseguitando. Altra differenza cruciale! Tyson gli viene presentato già come figlio di Poseidone, mentre nel libro diventa amico di Percy durante l'anno scolastico, e non sa di essere effettivamente il fratellastro di Percy. La differenza che credo sia più importante è che Grover è partito alla ricerca di Pan, e viene catturato da Polifemo, mentre nel film è ancora al campo e viene catturato solo dopo. Nel libro, Tyson parla quasi sempre in terza persona, sembra stupido per davvero, mentre nel film è solo leggermente idiota e parla in modo normale. Nel film non ci sono accenni alla capacità di Tyson di imitare le voci che sente. 
La cosa che mi è dispiaciuta di più è stata la mancanza dei trucchetti di Nessuno per prendersi gioco di Polifemo. Adoro quella parte dell'Odissea e della storia di Ulisse in generale, ma nel film non viene neanche minimamente accennata, anzi, il ciclope viene semplicemente rinchiuso nella sua caverna.
Ancora una volta, Percy non fa incubi su Crono, e nel libro non c'è nessun accenno alla profezia e alla distruzione appunto di quest'ultimo. Chirone viene sostituito da Tantalo (potevano anche ricordarselo.. dopotutto hanno sostituito anche l'attore! Pensavate che non me ne fossi accorta, eh?) ma Tantalo nel film non esiste. Almeno però ci hanno degnati della presenza di Clarisse, e anche le sue scene sono state ovviamente riadattate. Però, dopotutto, è stato davvero un bel film, gli attori si sono dimostrati validi e la sceneggiatura divertente e fresca proprio come la scrittura di Riordan.

LA MIA VALUTAZIONE:


E voi? Avete visto Il mare dei mostri? Che ne pensate? 




sabato 15 novembre 2014

Movies' Fever: Il mondo di Jonas - Il donatore

Buon sabato a tutti! Oggi mi sono presa una pausa da scuola, ieri c'è stata l'allerta tempesta tropicale ed ha piovuto tutto il giorno, c'era un vento fortissimo! Quindi, la voglia di fare qualunque cosa era pari a zero, soprattutto studiare. Stamattina invece, dopo essermi concessa cornetto e cappuccino per colazione, mi sono decisa a guardare Il mondo di Jonas! Erano tre giorni che caricavo tutti gli streaming e poi alla fine non lo guardavo, quindi mi sono presa una pausa dalle letture e finalmente l'ho visto!

Titolo: The giver - Il mondo di Jonas 
Regia: Philip Noyce
Durata: 97 minuti
Genere: drammatico, fantascienza
Anno: 2014

CAST:
Jonas: Brenton Thwaites
Fiona: Odeya Rush
Asher: Cameron Monaghan
Il donatore: Jeff Bridges
Il sommo anziano: Meryl Streep
Rosemary: Taylor Swift


LA MIA RECENSIONE:

Jonas vive in un mondo in cui le emozioni sono completamente assenti: niente amore, niente dolore, niente tristezza. E se solo si azzardasse a dire che si sente terrorizzato, verrebbe ripreso perchè è necessario un linguaggio più preciso. Il giorno della cerimonia gli viene assegnato un compito: accoglitore di memorie. Tutte le memorie che gli uomini hanno tramandato per secoli, tutte le emozioni, le guerre, le storie d'amore che la sua società ha cancellato gli vengono donati appunto dal donatore.
Se il libro per me non è stato nulla di entusiasmante, il film è completamente un'altra cosa. L'inizio, vedere tutto in bianco e nero.. mi ha dato un po' di noia, e sinceramente il film all'inizio non mi ha neanche colpita: abbastanza fedele al libro, sì, ma se proprio il libro non mi ha colpita, ero convinta che neanche il film lo facesse. Dopo circa una mezz'ora lo schermo ha ripreso un po' di colore, e arrivata a quaranta minuti dall'inizio ancora non mi sentivo presa. Ma, superati i quaranta minuti, non riuscivo a staccare gli occhi dallo schermo. Se prima sono riuscita anche a mettermi lo smalto mentre lo guardavo, in quel momento potevo solo respirare e sbattere le palpebre. 
Ammetto anche che, nonostante tutto, ho provato rabbia, tristezza, dolore, gioia durante l'epilogo. Come ogni film ha le sue pecche, ma è riuscito a far riaffiorare emozioni come l'abbandono di un amico, la dolcezza di una nuova nascita, la crudeltà della guerra e del conflitto, la tristezza della cecità del cuore. Non so perchè, ma ogni volta che guardo un film mi ritrovo a filosofarci sopra: sarà colpa mia e delle mie sensazioni o dei film? 

DA QUESTO MOMENTO IN POI VERRANNO CITATE IN MODO ESPLICITO LE DIFFERENZE FRA IL FILM E IL LIBRO, SE NON L'AVETE ANCORA LETTO ED AVETE INTENZIONE DI FARLO, NON ANDATE AVANTI.

Come sempre, ecco la parte che più odio quando devo recensire un film: ammettere che le differenze con il libro sono proprio tante. Anche se, per questo film, sono nettamente minori rispetto a quelle di Percy Jackson, ad esempio! Prendiamolo un po' come premio di consolazione. Ci tengo anche a precisare che il fatto che abbiano delle differenze non significa che uno meriti più dell'altro o che il lavoro fatto non sia buono. Parto come al solito dalle differenze per me più grandi, e poi vi parlo delle piccole pecche che non hanno alcuna importanza, ma che per un'osservatrice come me, saltano all'occhio!
Nel film, Jonas ha gli occhi marroni, mentre nel libro viene detto espressamente che li ha azzurri e che tutti i Donatori sono caratterizzati da questo colore d'iride, mentre la gente comune li ha marroni. Ahi ahi ahi, che peccato! Quindi, Fiona avrebbe dovuto averli marroni, mentre l'attrice li ha azzurri. Ruoli invertiti? Penso che siano rimasti impressionati da Brenton (Jonas) e che non si siano curati di questo piccolo dettaglio: in effetti, l'attore è estremamente valido. Jonas ha 12 anni, ma nel film ne ha più o meno 18! Non viene detta l'età, ma andiamo, può un ragazzo così avere dodici anni? 

Il donatore trasmette le memorie a Jonas facendolo sdraiare e mettendogli le mani sulla schiena, mentre nel film gli tiene le mani ed hanno un segno distintivo sul polso, che ha anche Gabe, ma che nel film non viene per niente citato. Fiona poi viene scelta come puericultrice, ma nel romanzo è invece un'assistente per gli anziani! Il romanzo termina con la fuga di Jonas insieme a Gabe. Non c'è nessun accenno a quello che succede dopo alla comunità, tanto che non c'è neanche una mappa per Altrove. Nel film invece viene fatto vedere tutto ciò che accade dopo: la restituzione delle memorie a tutti. 
Fiona non ha così tanta importanza nel romanzo, è solo un'amica di Jonas, ma nel film diventa la sua coprotagonista. Ed Asher non lo blocca quando sta per fuggire, anche perchè Jonas aveva un piano, mentre nel film parte improvvisamente quando scopre che Gabe sta per essere congedato.

Onestamente, non me la sento di bocciare questo film, che, a dirla tutta, mi è piaciuto molto più del libro. Quindi, ve lo consiglio assolutamente!

IL MIO VOTO:


E voi, l'avete visto? Cosa ne pensate?